Buongiorno amici di ArchitettaMi, oggi voglio parlarvi di un tema, che mi sta particolarmente a cuore: l’ecosostenibilità. Io nel mio piccolo, mi informo e cerco di attuare piccoli accorgimenti nella vita di tutti i giorni, in modo da trasmettere anche alle mie bimbe il rispetto per l’ambiente.
Inoltre in questo periodo di “cerco casa disperatamente” sto vagliando la possibilità di costruire una casa in legno, per vivere meglio, per risparmiare sui consumi, per creare una casa integrata con la natura.
Con gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione e con il grado di consapevolezza a cui siamo arrivati, essere green è molto più semplice e sta diventando una scelta naturale.

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L’ecosostenibilità e l’attenzione all’ambiente sono diventate tematiche sempre più sensibili. Siamo più attenti a quello che mangiamo, a come ci spostiamo, a quali prodotti utilizziamo per la pulizia e per il make-up. Soprattutto i più giovani, i Millennials, nati tra i primi anni Ottanta e i Duemila, sono consumatori critici, informati e attenti alla sostenibilità, al risparmio energetico, all’attenzione all’ambiente e all’etica delle imprese.
Ognuno di noi può contribuire, attraverso le proprie scelte, alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo.

Le aziende, anche per quanto riguarda il design, si sono adeguate a questo cambio di sensibilità, concentrandosi su prodotti che siano accattivanti, ma anche bio. Questo non significa solamente utilizzare materie prime naturali, ma riguarda tutto il ciclo produttivo.
A questo si riferiscono le direttive del life cycle assessment, un metodo che valuta l’insieme di interazioni che un prodotto instaura con l’ambiente durante i processi di pre-produzione, produzione, distribuzione, uso e riciclaggio. I principi vengono definiti a livello internazionale nelle norme ISO 14040 e 14044, che definiscono gli obiettivi e le direttive in relazione al life cycle assessment.

Come far entrare l’ecosostenibilità in casa nostra?

In primo luogo è necessario partire dalla progettazione della casa, cercando di sfruttare al massimo le risorse naturali e in particolare il sole. In questo modo avremo la possibilità di produrre energia pulita a costo 0. Questo obiettivo può essere raggiunto in diversi modi, partendo dalla progettazione degli spazi, organizzati in modo da sfruttare al massimo l’illuminazione e la ventilazione naturale. Saper scegliere l’orientamento degli interni in maniera ragionata permette di sfruttare al massimo la luce, il calore e prevede la disposizione delle finestre e dei balconi nelle zone maggiormente esposte al sole.
In linea di massima le zone giorno, che sono le più vissute, andrebbero collocate a sud, in particolare la cucina a sud-est e il soggiorno a sud-ovest, mentre le zone notte nella parte est, in modo che il sole arrivi al momento dell’alba.

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Inoltre, installando apparecchiature che ci permettono il controllo energetico e di utilizzare le energie rinnovabili. Un esempio potrebbe essere quello di inserire un impianto fotovoltaico, che soddisfa in parte o completamente il fabbisogno energetico dell’abitazione.
Per ottenere il massimo da questo intervento, affidatevi ad esperti del settore, progettisti e professionisti nella gestione dei pannelli solari.
Anche i materiali che scegliete per la vostra casa dovranno essere scelti con attenzione, come il legno che dovrebbe provenire da foreste certificate.
Uno dei progetti più interessanti di casa, a livello internazionale è Y Container China House, un modello presentato dagli studenti dell’Università Tongji di Shanghai in occasione del Solar Decathlon del 2011, che utilizza vecchi container con un tetto piatto in cui sono stati installati pannelli solari utilizzati soprattutto per il riscaldamento a pavimento. Ogni corridoio della casa è un tunnel naturale di ventilazione, che crea una circolazione continua di aria in maniera naturale.
Da evitare, invece, l’utilizzo di vernici tossiche o materiali difficili da smaltire, come la plastica.

via Inhabitat

Per quanto riguarda l’arredamento, durante il Salone del Mobile di Milano di quest’anno, i giovani designer hanno intercettato maggiormente questo cambiamento verso la sostenibilità.
Un valido esempio possono essere i mobili della Mabeo Furniture, azienda africana, che utilizza legno massello proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile, in prevalenza quercia e panga panga, tipico del Sudest dell’Africa. Centrale nella produzione dei loro mobili, anche lo sviluppo della cultura e della comunità locale di provenienza, che è coinvolta attivamente. Alcuni pezzi sono stati decorati con ricami che riprendono un’antica tradizione di tessitura ancora viva in alcune comunità locali.
I mobili presentati a Milano vedono anche la presenza di metalli di scarto rivestiti con uno strato di zinco.
Interessante anche la Natural Collection progettata dalla Chimento Design, che utilizza le briccole, i pali che nella Laguna di Venezia impediscono alle barche di arenarsi. Una collezione che vuole dimostrare che il riciclo non è sinonimo di arte povera, ma crea pezzi unici Made in Italy: piccoli capolavori di stile.

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